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©Piero Percoco
Homelanding è un racconto della scrittrice canadese Margareth Atwood. Il suo racconto partiva da una descrizione del nostro pianeta ad un essere venuto da un altro mondo. Quando descriviamo qualcosa partiamo sempre dal presupposto che entrambi i soggetti sappiano di cosa si sta parlando. Il racconto della Atwood, invece, si sforzava di spostare l’attenzione su dettagli per noi scontati, capovolgendo il punto di vista e gli aspetti più scontati della visione. Come se appunto, il suo interlocutore nulla sapesse degli elementi basilari che compongono il nostro pianeta: dalla sua vita, alle sue leggi fisiche ….

Homelanding è un visione ambigua di paesaggi domestici: fiere di paese, feste patronali e momenti di aggregazione cittadina vengono fotografati senza alcun accento folcloristico o compiacimento realistico. 
Piero Percoco si accosta a luoghi, situazioni e tipi a lui familiari come un estraneo, o meglio come un astronauta atterrato su un pianeta sconosciuto.

Luci accecanti, colori acidi ed atmosfere inquietanti ci suggeriscono un’immagine inedita ed aliena dei luoghi raccontati, un Sud Italia ben distante da stereotipi e visioni da cartolina.
Il racconto procede con con uno sguardo incantato su cose e persone, ma senza alcuna artificiosità o messa in scena. 
Come in un sogno ad occhi aperti ogni cosa appare ingannevole eppure al tempo stesso veritiera: i fuochi d’artificio sembrano battaglie stellari, certi personaggi creature non del tutto umane, i chioschi degli ambulanti astronavi sospese nello spazio siderale …. 

©Piero Percoco

Homelanding è un racconto della scrittrice canadese Margareth Atwood. Il suo racconto partiva da una descrizione del nostro pianeta ad un essere venuto da un altro mondo. Quando descriviamo qualcosa partiamo sempre dal presupposto che entrambi i soggetti sappiano di cosa si sta parlando. Il racconto della Atwood, invece, si sforzava di spostare l’attenzione su dettagli per noi scontati, capovolgendo il punto di vista e gli aspetti più scontati della visione. Come se appunto, il suo interlocutore nulla sapesse degli elementi basilari che compongono il nostro pianeta: dalla sua vita, alle sue leggi fisiche ….

Homelanding è un visione ambigua di paesaggi domestici: fiere di paese, feste patronali e momenti di aggregazione cittadina vengono fotografati senza alcun accento folcloristico o compiacimento realistico. 

Piero Percoco si accosta a luoghi, situazioni e tipi a lui familiari come un estraneo, o meglio come un astronauta atterrato su un pianeta sconosciuto.

Luci accecanti, colori acidi ed atmosfere inquietanti ci suggeriscono un’immagine inedita ed aliena dei luoghi raccontati, un Sud Italia ben distante da stereotipi e visioni da cartolina.

Il racconto procede con con uno sguardo incantato su cose e persone, ma senza alcuna artificiosità o messa in scena. 

Come in un sogno ad occhi aperti ogni cosa appare ingannevole eppure al tempo stesso veritiera: i fuochi d’artificio sembrano battaglie stellari, certi personaggi creature non del tutto umane, i chioschi degli ambulanti astronavi sospese nello spazio siderale …. 

Il mio primo progetto fotografico cominciato nel 2012 ancora work in progress, intitolato forse “Soul Folk”. Con questo voglio rappresentare la mia terra natia, Bari, guardando da estraneo la festa più popolare del sud Italia “San Nicola”, ma non soffermandomi sull’aspetto spirituale, ma bensì sulla parte piu viscerale e reale ,quella del popolo Barese, che in quei 3 giorni continui di festa diventa patriottico ed orgoglioso. Osservando la trasformazione del popolo che avviene in quei 3 giorni. Osservando come l’ambiente diventa un tutt’uno con l’essere umano.
E’ un dato di fatto che la festa più spirituale di Bari in Puglia, sia diventata con gli anni, attrazione gastronomica e molto poco spirituale.

Il mio primo progetto fotografico cominciato nel 2012 ancora work in progress, intitolato forse “Soul Folk”. Con questo voglio rappresentare la mia terra natia, Bari, guardando da estraneo la festa più popolare del sud Italia “San Nicola”, ma non soffermandomi sull’aspetto spirituale, ma bensì sulla parte piu viscerale e reale ,quella del popolo Barese, che in quei 3 giorni continui di festa diventa patriottico ed orgoglioso. Osservando la trasformazione del popolo che avviene in quei 3 giorni. Osservando come l’ambiente diventa un tutt’uno con l’essere umano.

E’ un dato di fatto che la festa più spirituale di Bari in Puglia, sia diventata con gli anni, attrazione gastronomica e molto poco spirituale.

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